Dieci anni fa, proprio come oggi, si spegneva una giovane vita piena di sogni, sacrifici e speranze. Una di quelle notizie capaci di lasciare un vuoto profondo nel cuore di unโ€™intera comunitร  e che, nonostante il tempo trascorso, continuano ancora oggi a fare male come allora.

Antonino De Vita, per tutti semplicemente โ€œNinuzzoโ€, aveva soltanto ventโ€™anni. Unโ€™etร  in cui il futuro sembra ancora tutto da scrivere, fatta di obiettivi, passioni e desideri da inseguire. Lui quel futuro cercava di costruirselo giorno dopo giorno, con il lavoro e con il calcio, la sua piรน grande passione.
La tragedia si consumรฒ lungo la strada provinciale 84, nel tratto tra Marsala e Petrosino, la cosiddetta strada dei lidi, nei pressi dellโ€™incrocio tra Torre Sibiliana e Strasatti. Antonino era alla guida della sua Lancia Y nera quando perse il controllo dellโ€™auto, finendo violentemente contro il guard rail. Un impatto devastante, che non gli lasciรฒ scampo. Una tragedia improvvisa che spezzรฒ i sogni e il sorriso di un ragazzo che aveva ancora tutta la vita davanti.
Ma fermarsi a quella notte sarebbe ingiusto. Perchรฉ Ninuzzo era molto piรน di una giovane promessa del calcio marsalese. Era un ragazzo cresciuto in un contesto non semplice, uno di quelli che ti costringono a maturare in fretta e a conoscere presto il peso delle difficoltร . Eppure, proprio da quelle difficoltร  aveva tratto forza e carattere.
Piccolo di statura, ma enorme nella personalitร . In campo non aveva paura di nessuno. Combatteva su ogni pallone, si faceva rispettare dagli avversari e conquistava la fiducia dei compagni. Non a caso i tifosi del Marsala lo avevano soprannominato โ€œil Guerrieroโ€. Aveva grinta, corsa, sacrificio, ma anche qualitร  tecniche che gli permettevano di essere molto piรน di un semplice mediano. Era uno di quei giocatori silenziosi ma indispensabili, quelli che magari non cercano i riflettori, ma che allenatori e tifosi finiscono per amare profondamente.
Fu durante quella stagione passata alla storia come โ€œla salvezza dei miracoliโ€ che il Marsala iniziรฒ davvero a credere in lui. Scoperto dal compianto Gigi Carducci, Antonino venne valorizzato da Angelo Sandri allenatore e Matteo Gerardi, allora direttore tecnico azzurro, che lo trovรฒ giร  in organico in un momento delicato della sua crescita calcistica. Ninuzzo stava persino pensando di smettere. Poi qualcosa cambiรฒ. Forse la fiducia dellโ€™ambiente, forse la consapevolezza delle proprie qualitร . Fatto sta che, da quel momento, diventรฒ stagione dopo stagione un punto fermo del centrocampo azzurro.
A ricordarlo con grande emozione รจ anche mister Angelo Sandri, uno degli allenatori che piรน ne apprezzรฒ le qualitร  umane e tecniche:
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Con il Marsala Antonino conquistรฒ prima i playoff e poi la vittoria del campionato di Eccellenza e la Coppa Italia, contribuendo ai successi della squadra con sacrificio, determinazione e senso di appartenenza. In totale indossรฒ la maglia azzurra in 55 occasioni, lasciando un segno profondo non soltanto per le prestazioni sul campo, ma soprattutto per lโ€™attaccamento dimostrato verso quei colori. Ebbe anche una breve parentesi al Mazara, dove collezionรฒ 9 presenze.
Eppure, nonostante il temperamento deciso che mostrava durante le partite, Antonino nella vita di tutti i giorni era un ragazzo schivo. Timido, quasi allergico alle interviste e ai riflettori. Preferiva parlare con i fatti: con la corsa, con il lavoro settimanale, con quella serietร  che sorprendeva chiunque lo conoscesse davvero.
Negli ultimi mesi della sua vita qualcosa sembrava finalmente andare nella direzione giusta. Aveva trovato lavoro nellโ€™azienda di produzione di gelati dellโ€™ex presidente del Marsala, Luigi Vinci. Unโ€™opportunitร  importante, il simbolo di una stabilitร  che Ninuzzo cercava con tutte le sue forze.
E proprio Luigi Vinci, ancora oggi, non riesce a parlare di lui senza commuoversi:
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A distanza di dieci anni, il ricordo di Ninuzzo continua a vivere nei racconti degli amici, dei compagni di squadra, degli allenatori e di chiunque abbia avuto la fortuna di incrociare il suo cammino. Vive nei campi polverosi dove ha rincorso un pallone, nelle domeniche allo stadio, negli spogliatoi pieni di sacrifici, sorrisi e speranze.
Perchรฉ ci sono persone che, anche se il destino porta via troppo presto, riescono a lasciare unโ€™impronta impossibile da cancellare.
Antonino De Vita era una di quelle persone. E oggi, dieci anni dopo, Marsala e Petrosino continuano a ricordare il loro Ninuzzo, il โ€œGuerrieroโ€ dal cuore immenso e lo vogliamo fare, nel nostro piccolo, anche noi.